mercoledì 9 dicembre 2009

Le tradizioni, e il marketing territoriale: note brevi su uno spettacolo itinerante a base di grappe


Santa Massenza, comune di Vezzano, 7 dicembre 2009. E' qui che si svolge La notte degli alambicchi accesi, e da buona teatramante decido di partecipare a quest'evento.

Un evento che rientra in varie categorie: turismo culturale, ecoturismo, teatro, alternative marketing dei prodotti tipici, e probabilmente altre ancora. Tutte cose molte belle. Nomi allettanti. Ci sono un pò di turisti, per dirla in trentino-paesano di furesti (ai quali in effetti è indirizzata, credo, un'operazione di questo tipo), ma ci sono anche diversi trentini. Sì, in effetti mi sono impegnata nell'orecchiare accenti e cognomi. Dalla piazza di Santa Massenza, divisi in gruppi, e guidati da teatranti-guide, iniziamo un tour creativo interattivo delle distillerie del paese. Al collo, ognuno ha un borsellino di stoffa con il marchio Trentino, e dentro un bicchierozzo da grappa, che verrà più volte bagnato con varie versioni della stessa bevanda, durante la serata. In ogni distilleria, utilizzando linguaggi multimediali e multidisciplinari sapientemente mescolati insieme, apprendiamo quali sono i modi di produzione della grappa, come funziona un alambicco, come si procede per una degustazione del prodotto, e altre storie che riguardano il luogo di produzione, le tradizioni della comunità, e la storia di questa terra. I teatranti, della compagnia modenese Koinè, sono degli attori che si mantengono benissimo in equilibrio tra realtà e finzione, rivolgendosi talvolta direttamante a noi turisti-spettatori, uscendo temporaneamente dal gioco teatrale. Metateatro, insomma, anche. La drammaturgia dell'evento è geniale: siamo radiocondotti, e tra una distilleria e l'altra, in sottofondo ci sono le voci dello Psicopompo e dell'Arcangelo Gabriele che raccontano amenità varie sulla grappa in genere. Anche i distillatori sono contenti, plaudono con forza gli attori dopo ogni performance: è la fusione dell'arte del teatro con l'arte del far-la-grappa, a produrre questo effetto di letizia. Si alternano momenti divertenti, ad altri più filosofico-epistemologici, per concludere con un brindisi in piazza, con la grappa Turbinio, frutto dell'unione delle cinque grappe prodotte a Santa Massenza. Io sono un pò alticcia, anche perchè l'Archivista delle grappe ha trovato rifugio dalla pioggia sotto il mio ombrello, e mi versa grappa come latte nel bicchierozzo. Applausi. La partecipazione, nonostante l'ostacolo pioggia, è buona. Secondo l'occhio del mercante, un centinaio di persone. Se considerate che si fanno sei repliche in tre giorni.

Ho assistito ad un'operazione di teatro-per-il-marketing del territorio, davvero notevole.

Magari questa si può chiamare nuova tradizione. Punto di domanda.

martedì 8 dicembre 2009

pensierofrolle

ho bisogno, sento la necessità di
creare qualcosa:

è come se avessi delle scorte di idee che mi si sono accumulate nella testa, e se non inizio a cucinarle potrebbero marcire lì, irrancidire, sciogliersi e basta.
(uso sempre metafore culinarie, lo so
- Quando vieni a fare la pasta frolla da me?)

domenica 6 dicembre 2009

semplicemente
















ho messo gli ingredienti, intanto.

sto cominciando a metterci le mani.

mani impastate d'amore.

che cosa vedi?

degli occhi, un mostro informe.

in metamorfosi.

potrebbe diventare qualcosa di molto bello e buono.