mercoledì 30 settembre 2009

su maschere e ansie sociali

un articolo breve, su Internazionale:

http://www.internazionale.it/home/?p=7090#more-7090

posto dunque posto

e non faccio niente di utile per uscire da un cerchio
che si chiude su di sè

Io l'amo, l'amo follemente.

Allora cerco il testo di una canzone che ho sentito ieri per caso:
La costruzione di un amore, di Ivano Fossati.

oppure l'autunno

ozioso,
per dormire leggere libri e fare pensieri caldi e consapevoli
la sicurezza delle case borghesi, la sicurezza del pensiero borghese
però il divano e qualcuno che mi abbraccia,
nella mia cultura, significano sicurezza
e nel mio pensiero, rimandano anche alla pubblicità di quella pasta che si vende nei pacchetti blu, insieme all'ideologia della famiglia tradizionale
dove in teoria tutti si vogliono bene e si sorridono
e che invece a volte nasconde segreti terribili e mostri cattivi
ho sempre avuto paura dei mostri cattivi
e delle bambole e dei peluches e dei babbinatale e un pò dei parenti

e l'autunno, nonostante tutto, vorrei passarmelo con il mio amore
anche su un divano, tra le castagne e il vino novello
racconti dal mondo e coccole come in un film francese
ma questo succede solo nei film,
e la vita non è un film
(sono una che sognava Amelie e che invece finirà per diventare molto cinica)

ma in fondo, oltre a tutto, io comunque voglio l'amore
quest'amore così estremo, violento, e dolce insieme

Sillabare: "pa-te-ti-ca"

l'autunno

l'autunno io lo so che dovevo andare in letargo
ma Dio e i miei genitori dicono che non posso

l'autunno

l'autunno io lo so che dovevo andare in letargo
ma Dio e i miei genitori dicono che non posso

disconnessioni in corso, va tutto a pezzettini

il suo ultimo prezioso tentativo di stupire, quando dice è dieci giorni che ti amo ti prego non andare via
(De Gregori)
sono insicura, un'insicura cronica

Bisognerebbe imparasse a non fare appunti di carattere personale è molto villano

(Alice nel paese delle meraviglie)

sono terribilmente invidiosa

You shouldn't make personal remarks it is very rude

L'aspetto profondo ci sfugge facilmente

Pensa al riconoscimento dell'espressione di un volto. Oppure alla descrizione dell'espressione di un volto-che non consiste nel dare le misure di quel volto! Pensa anche a come si possa imitare il viso di una persona senza osservare, imitandolo, il proprio allo specchio.

(Shopenhauer l'arte di essere felici-massima sull'espressione)

perchè ero d'un tratto entusiasta di qualcosa, quel formaggio, sentirmene in bocca, tra il pane e l'aria forte, il sapore bianco eppur aspro, e antico, coi grani di pepe come improvvisi grani di fuoco nel boccone


(Elio Vittorini, Conversazione in Sicilia)

la sua testa sul cuscino come la corolla spampanata di un grande fiore nero -

(Elsa Morante, L'isola di Arturo)

c'è, nella tecnica, una facilità formidabile a vivere, che è l'infanzia remota dell'attività negativa del farsi fare

(Wittgenstein?)

la vita è necessariamente dogmatica: si può scegliere una cosa o anche tutte e due

(M. Broccoli)

MI MANCHI: nomi, soltanto nomi, privi di ogni significato

(Ghiannis Ritsos)

Lannascatola. Lorenzo il Magnifico. Cevapcipcip. Ci si spera. Zafferano. Hanna! Annie Hall. Fabb.

Stef. Steff? non so più dove sto andando. e ho litigato con i miei. e non so più dove andrò a sbattere. e non mi resta che piangere. eppure piangere so che non serve a niente. però da dove ricomincio? io non so dove sto andando, non so più chi sono. sono vuota e inutile adesso. e ho solo voglia di fuggire, ma tantissima paura di finire nel luogo sbagliato.

Sono grassa.

(Sarah Kane, Psicosi delle 4 e 48)

Lucidefollie.

la mia stanza è un caos. Perdo la pazienza e la voglia troppo facilmente.

volete il mio curriculumvitae?

Eppure ricominciare da capo anche stavolta è dura, durissima. Sembra un'impresa che non si ha da cominciare. Ricominciare. Perchè ho smesso? Non so se questo sia smettere, so che sono a letto e fuori una giornata di sole scalda l'asfalto nero e le pelli spalmate sugli asciugamani. E si vedono gambe perfette abbronzate e sandali altissimi e gonne bianchissime e collane estive.

I fili logici si perdono nell'andirivieni delle giornate sempre meno precise, sempre più insensate. Gli armadi non si svuotano, e tutto rimane lì. Tutto rimane lì, ad aspettare. O fare la muffa. O incontrare nuovi atomi o sollecitazioni di vita.

(S. estate 2007)



Santa famiglia, sacrario di buoni cittadini, dove i bambini sono torturati finchè non dicono la prima bugia, dove la volontà è spezzata dalla repressione, la libertà è assassinata dall'egoismo.
(Marlon Brando mentre sodomizza Maria Schneider in Ultimo Tango a Parigi)

la scena del burro mi ha sempre impressionata

sabato 19 settembre 2009

ciao, sono io.

ho aspettato tanto.

ah, finalmente.

I fantasmi della mente generano mostri e possono essere altamente corrosivi.
Vanno dissolti, ridotti a quel che sono. Ridimensionati. Carnalizzati.

Non avrai mai la certezza, mai.

Ma io voglio essere certa.

Certezza vana illusione.

I dubbi generano anche grandi conflitti interiori.
Vanno mantenuti, ma non quando si è fatta una scelta.

Non c'è niente che mi fa incazzare, John.

Ne sei certa? E qualcosa che ti fa male, davvero male?

Le donne si sovrappongono. Nella mia mente figure di donne si sovrappongono.
Pezzi di corpi, espressioni, fotografie, finzioni, chirurgie, sorrisi, pianti, occhiaie.

venerdì 18 settembre 2009

affogo o sfogo.

ho male dappertutto,
mi fa male la vita, la merda postmoderna che puzza di plastica e residui chimici
vomiterei la vita a piccoli fiotti

sono viva, sorrido
voglio voler bene alle persone
voglio fare semplici piccole cose per immettere una tendenza positiva nella complessità del mondo

sono una donna, di ventitrè anni quasi finiti
non ho un'identità precisa, fuggirei da tutti e tutto,
ma ho paura e sento stringere dei legami

ho male alle costole, mi sembra di andare in frantumi
è la fragilità delle ossa
e la debolezza della mia vita

mi sento in colpa,
nei confronti di tutta l'umanità intera
voglio espiare i miei peccati cui non so dare un nome

voglio. non voglio più. ora voglio ancora.
Homo homini lupus.
il male radicale, l'odio, il rancore.

purificami. mente.
liberami. mente.

mi passano file di parole nella testa, voci, come nei flashback dei film.
ascolto tutti, penso a tutto. setto il battito cardiaco in crescendo.


Le si è gonfiata la faccia di rabbia, come l'avesse mandata giù per troppo tempo: è arrivata tutta in una volta,
in superficie, alle vene. Le si sono gonfiate tutte quelle piccole vene di rabbia.
Era pazza di rabbia. Sembrava impazzita.
Poi si è messa a piangere, come una bambina, gridando fuori dai denti.
Gridava, fuori dai denti digrignati, gridava. Gridava tutto quello che non va.
Gridava quello che non va, tutto insieme, confuso come in un sogno.
In quelle grida, tutta la rabbia che ha in corpo.
Poi è andata via piangendo. Adesso aspetta. Ha mal di testa.
Gridare fa venire il mal di testa. E anche sentire le grida, fa venire il mal di testa.

giovedì 17 settembre 2009

Un solvente, soluzionatore, conclusimetro.
Questa sera vorrei avere un macchinario, potente infallibile e stralucente,
nel quale inserire grovigli di dati, date, pensieri sparsi, emozioni rapprese, immagini, frammenti di sogni
e liste, liste infinite ed elenchi, e nomi settori disciplinari verbali e registrazioni di colloqui, informazioni parziali,
mettere dentro tutto come in un frullatore, in una lavatrice,
e lasciar amalgamare, mantecare, decantare
e come in una distilleria,
attendere lenta, precisa, infallibile e certa,
la prima goccia
e poi il resto:
analizzare la materia, darle un nome.

Aoristo della Stef: Ah, potessi io trovare la soluzione!
Indicativo di chi pensa positivo: Io voglio trovare la soluzione.

Immagino di impastare sogni e segni,
e di svegliarmi con l'Epifania.

lunedì 14 settembre 2009

altresere

e poi certe sere penso di dover continuare a sperimentare forme nuove,
perchè la mia forma ancora non l'ho trovata
e sono multiforme
perchè scegliere a tutti i costi?
sceglierò quando sceglierò
perchè voglio scegliere

sono sempre stata una zingara
eppure ogni tanto ho paure incomprensibili

però tendo alla Contaminazione con altre menti, altri mondi
e con L'altro,
il Contagio, la Fusione
Io voglio essere magma che non solidifica
troverò
sto cercando
avrò trovato

(Stato dell'umore:Positivo-euforico-irrequieto-allegro andante con brio)

domenica 13 settembre 2009

domenichedisera

la sera della domenica è più sera delle altre domeniche sera,
e la sera della domenica d'autunno ancora di più;
sento il mondo e la vita che sfuggono di dosso, come le magliette estive che non coprono più abbastanza

Io, di domenica sera, ho sempre avuto paura.
Del buio, della partenza, della morte.
Della vita che passa, e delle persone che invecchiano.
Di tornare a scuola, ai tempi del liceo.
Di ripartire, dopo.
Di chi parte.

Io, di domenica sera, sento che si sgrana qualcosa.
Che si frantuma il nucleo.
Quello familiare, di sicuro.

Io, in questa domenica sera di autunno, sento che l'estate sta finendo.
E, patetico!, sto diventando grande anche se non mi va.

LEARN, canta Alanis Morrisette.

mercoledì 9 settembre 2009

Guardarsi i piedi.

martedì 8 settembre 2009

Il corpo è un oggetto che si deteriora facilmente: l'invecchiamento
Segni: rughe, smagliature, cedimenti.
Immagino di essere fatta come una grotta all'interno.
Il corpomente può anche non deteriorarsi, ma soltanto cambiare.
Evoluzione. Invecchiamento positivo.

Sogni. I sogni sono residui della realtà, a volte desideri, a volte ossessioni.
Ho sognato che mi diceva Hai detto a chi ami che stai facendo un bel viaggio con me?
Rispondo Sì, gliel'ho detto. Perchè lo amo.
Nel video che sto facendo c'è una bambina bionda, sorride e ci sono anche tante margherite.

Ho paura di perdermi. Di perdere pezzi. Ne ho già persi tanti.
Gli amici, quelli che vanno e vengono e a volte ritornano.
E quelli sempre così difficili da rintracciare di cui alla fine ci si dimentica.

Il padre. Ho letto da qulache parte che il rapporto di una ragazza con il padre influisce sul rapporto della ragazza con il proprio partner: era più complessa, forse, la cosa. Studi psicologici.
Forse dovrei fare due chiacchiere con lo psicologo come fan tutti.

Sembro Mafalda con questi capelli.

Ho letto un bel libro, quest'estate.
Pensare col corpo, di Jadier Tolja e Francesca Speciani.
Vi link-o un brano sulle mutande.
http://www.pensarecolcorpo.it/Capitoli/Moda/mutande.html