domenica 30 settembre 2007
wonderful
il blog non è solo paranoia, ma spesso è un perfetto contenitore per le paranoie. eppoi, ci sono blog e blog. io per esempio, volevo aprire un blog con delle recensioni di teatro e magari in aggiunta delle riflessioni ipercliniche sul contemporaneo. ma ci si nutre e si caga ciò di cui ci si nutre. sono un pò volgare e me ne dispiaccio poco. andare al nucleo di ciò che si è può essere una tentazione o un' illusione. andare al nucleo di ciò che si è viene in mente come progetto se si è un pò depressi. chiedersi che cosa si ha davvero voglia di fare. quali siano gli stimoli veramente viscerali. e questo l'ho pensato per anni, che esistano degli stimoli viscerali. mentre invece mi pare così elementare che gli unici veri bisogni che partono dal basso ventre sono quei pochi ristretti bisogni animali. siamo delle bestie delle bestioline e delle bestiacce. quella scorza di bisogni culturali è troppo poco dura, sopravvivono l'orgoglio e la rabbia, oppure la passione cieca. amo chi mi sta per abbandonare, rediviva didone. però amo chiunque quando sono sbronza e quello è divertente. non sto leggendo molto in questo periodo. questo blog è un diario delle medie cazzo.
mercoledì 26 settembre 2007
mancamenti
perchè il blog non è solo paranoia. perchè vorrei andare a vivere con cinque uomini in piazza aldrovandi. qualcuno che voglio abbraciare forte ma forte davvero mi lascia. i colori possono salvare dalla tristesse? ZOLITUDE. i miei non mi hanno chiamata margherita. ho la coda di cavallo e dovrei lavarmi i capelli. magari potrei iniziare, in accordance with my fucking degree, a pensare con questa testolina anzichè rimuginare tutto il tempo come un vecchio frigorifero. questa biblioteca chiude a breve, e dovrò cercare un internet point, ove possibilmente finire i compiti per domattina chè ho l'esame. mi mancano tante cose eppure ho tante cose. mi mancano tante persone. di quelle non sai mai. penso agli altri? come ci penso agli altri? ho iniziato a leggere educazione di una canaglia di edward bunker. odio essere patetica. odio fumare troppe sigarette. odio sentire rumore di niente. amo la spontaneità. amo le feste dove sono tutti sbronzi. amo osservare le altre persone.
lunedì 10 settembre 2007
cesso piccoloborghese
sono un corpo di doppi e tripli involucri che non voglio più sfiorare con lo sguardo dei polpastrelli. nuoto fino a quando non si srotola la spirale e rimane soltanto il sapore di un'entità. ho tanta voglia di fumare una sigaretta. di svegliarmi in una stanza ordinata. di umore costante per le prossime settimane d'inverno. di umore un pò incostante che non pregiudichi però il mestiere di vivere. di una forma costante del mio corpo. di cambiare le maschere ma essere sempre la solita attrice, i soliti occhi le solite gambe e le solite mani. datemi tutti i travestimenti possibili, ma che ci sia un corpomente garantito a vita, assicurato contro le prossime depressioni repressioni e compressioni. voglio essere fantastica come l'ultima volta che ho visto marco b. a ca' dei mandorli e lui mi ha detto lasciati dire che sei fantastica. era sei giorni dopo mesiano 2006, luogo ove la smilzitudo euforica della steff aveva raggiunto il suo vertice. forse quel mesiano lì mi cadevano i pantaloni e avevo preso troppe pillole del giorno dopo e mangiato troppo poco pane e formaggio per troppi mesi. ma correvo per ore fino a stremarmi e avevo recitato in minigonna la parte di una principessa un pò psycho un pò lesbica e un pò cannibale che si muoveva negli anfibi come una natural born killer. ora c'è un'altra metamorfosi di steff, un corpo sfatto in una mente sfatta. neanche più la dolcezza invernale di una steff pacioccona ma intatta, psicoattiva e sorridente. soltanto pelle secca, capelli crespi e un sorriso dal di dentro che si è incollato all'ingiù nella trachea. vorrei avere un amico del cuore come il mio ragazzo, ma che non fosse lui. poter mettere in scena la verità con tutta la poesia possibile. recitare il sapore di un wurstel vomitato dopo una sbronza e liberarmi per sempre di quell'inferno silenzioso che sopravvive nella mia mente. perchè le cose è meglio non complicarle. perchè i cattivi esempi è sempre meglio pensarci su prima di seguirli a caso, anche se chi si imita è donna Angelica. a volte le cose sono semplici, o più semplici di quanto si creda. ho paura di tutto in questo momento. eppure non so più piangere, sono lucida e infantile come mai prima d'ora. la creatura informe che ripugna a me stessa. se quel verso di deandrè sul letame. avvertite un angoscioso senso di perdita. ho toccato il gradino più basso della scala. sono addormentata nel mio brodo primordiale. mi chiama paolo e parliamo in maniera sana. lui è una persona sana, del resto.
sabato 8 settembre 2007
mercoledì 5 settembre 2007
domenica 2 settembre 2007
annie hall
ci sono volte che i viaggi in treno li fai per tornare indietro due ore dopo. e il treno è l'unica maniera per salutarsi e farsi un pò del male con le nostalgie. poi siamo andate di corsa in quel caffè dove ci volevamo portare a vicenda senza saperlo.
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