lunedì 10 settembre 2007
cesso piccoloborghese
sono un corpo di doppi e tripli involucri che non voglio più sfiorare con lo sguardo dei polpastrelli. nuoto fino a quando non si srotola la spirale e rimane soltanto il sapore di un'entità. ho tanta voglia di fumare una sigaretta. di svegliarmi in una stanza ordinata. di umore costante per le prossime settimane d'inverno. di umore un pò incostante che non pregiudichi però il mestiere di vivere. di una forma costante del mio corpo. di cambiare le maschere ma essere sempre la solita attrice, i soliti occhi le solite gambe e le solite mani. datemi tutti i travestimenti possibili, ma che ci sia un corpomente garantito a vita, assicurato contro le prossime depressioni repressioni e compressioni. voglio essere fantastica come l'ultima volta che ho visto marco b. a ca' dei mandorli e lui mi ha detto lasciati dire che sei fantastica. era sei giorni dopo mesiano 2006, luogo ove la smilzitudo euforica della steff aveva raggiunto il suo vertice. forse quel mesiano lì mi cadevano i pantaloni e avevo preso troppe pillole del giorno dopo e mangiato troppo poco pane e formaggio per troppi mesi. ma correvo per ore fino a stremarmi e avevo recitato in minigonna la parte di una principessa un pò psycho un pò lesbica e un pò cannibale che si muoveva negli anfibi come una natural born killer. ora c'è un'altra metamorfosi di steff, un corpo sfatto in una mente sfatta. neanche più la dolcezza invernale di una steff pacioccona ma intatta, psicoattiva e sorridente. soltanto pelle secca, capelli crespi e un sorriso dal di dentro che si è incollato all'ingiù nella trachea. vorrei avere un amico del cuore come il mio ragazzo, ma che non fosse lui. poter mettere in scena la verità con tutta la poesia possibile. recitare il sapore di un wurstel vomitato dopo una sbronza e liberarmi per sempre di quell'inferno silenzioso che sopravvive nella mia mente. perchè le cose è meglio non complicarle. perchè i cattivi esempi è sempre meglio pensarci su prima di seguirli a caso, anche se chi si imita è donna Angelica. a volte le cose sono semplici, o più semplici di quanto si creda. ho paura di tutto in questo momento. eppure non so più piangere, sono lucida e infantile come mai prima d'ora. la creatura informe che ripugna a me stessa. se quel verso di deandrè sul letame. avvertite un angoscioso senso di perdita. ho toccato il gradino più basso della scala. sono addormentata nel mio brodo primordiale. mi chiama paolo e parliamo in maniera sana. lui è una persona sana, del resto.
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1 commento:
non serve a niente rasarsi la testa.
proprio a niente.
solo a fare finta
.
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