giovedì 8 gennaio 2009

Nonna, cosa ne pensi dell'amore?

a volte vorrei essere un'impiegata di banca. le unghie smaltate di rosapastello, tailleur grigiolino. sveglia presto, colazione doccia trucco, tacchi. borsetta. un'impiegata single che fa la pausa pranzo parlando dei telefilms della primaserata del giorno precedente. che esce alle sei e va in palestra, è perennemente a dieta e mantiene in tristissimo ordine la sua vita. dico tristissimo perchè per me l'ordine è così. tristissimo. non ci posso far nulla, ne sono attratta eppure appena mi immagino di vivere ordinatamente, con la camicetta stirata e la casa sempre tutta a posto, e la mente puntata su degli obiettivi da raggiungere attraverso un processo ordinato, allora penso che forse non fa per me. però certe mattine vorrei. vorrei essere una consumatrice di monoporzioni davanti alla tv, monoporzioni light davanti a telefilms light. una vita ordinata.
a volte vorrei. sarebbe tutto controllato, strutturato, orari e tempi di lavoro e tempi di dopolavoro e la festa rientrerebbe in un ritmo fisso, la vita avrebbe tempi quasi preindustriali da un punto di vista antropologico. cioè, il carnevale non invaderebbe il tempo del lavoro. ogni momento avrebbe un suo significato e dei tempi ben precisi.

cazzate.

siamo annegati nel postindustriale. lo siamo?
oppure esistono ancora gruppi di persone/di lavoratori, che hanno una vita scandita da tempi ben precisi. non i lavoratori part-time o con il tempo orizzontalverticale insomma quella cosa lì. il fatto che il tuo orario di lavoro sia sempre sballato.
la vita dello studente universitario è sballata. una vita bellissimamente sballata. l'orario dei pasti è sballato, l'orario delle lezioni, l'orario delle feste dilatato, l'orario dell'aperitivo forse l'unico fisso. se sono le sei e mezzza-sette-settemmezza-otto, allora è tempo di fare aperitivo. ti svegli alle tre sbronzo, ti fai una doccia, fai colazione mentre i tuoi nonni già stanno pensando probabilmente a metter su qualcosa per cena, ed è l'ora dell'aperitivo.

- Uno Spritz
- Aperol o Campari?

Oddio, è mattina presto e già penso all'aperitivo. sono gli ultimi giorni di
vacanzedinatale-lavorative e torno a Bologna tra due giorni
cullata tra i portici cosce di marmo a Bologna
mi mancano i coinquilini, mi mancano le serate in casa tra zuppe birre e sigarette
i film sul divano in tre
gli horror visti abbarbicata a Loris coprendosi gli occhi come da piccola quando nei film
si baciavano -
e c'erano i miei genitori il papà e la mamma lì vicini
un bacio può essere molto pornografico
e la pornografia va proibita ai bambini!
(me lo chiedo: la pornografia va proibita ai bambini?)
mi manca
Jennifer e lo zenzero e le sbronze e le risate mattutine mentre siamo fatte di caffè,
Letizia, quando andiamo al Fioravanti?
Max e le sue meravigliose puntate in cucina e quando mi chiama Ghemmon
e Isabella la pasta alle melanzane e un pò di sane chiacchiere tra donne.

Una camera oscura
senza luce
delle luci rosse
lanterne lucciole e lampadari
lampascioni: sogno di un'estate in salento, e il bacio della tarantola
ambiguità, questa diabolica musa.
la neve fuori, il riscaldamento globale, il wolkswagen verde che vorrei comprare
e farci mettere un motore nuovo,
a metano.
l'olio e il petrolio e la plastica e l'inquinamento. la raccolta differenziata.
i discorsi fatti di elenchi.
i verbi dimenticati volontariamente.
i verbi, il verbo, il maschio, il fallo.
Questa fottuta cultura fallocentrica.
Facciamo una festa in maschera politico-sociale:
io voglio fare l'integralista del separatismo lesbico.
é una festa in maschera,
ed è il personaggio di un film, di cui vorrei essere ogni personaggio ognuno
E morì con un felafel in mano

Helena, I also like willies.
(both of us laughing)
Sorry. It's just a bit naughty.

Impermeabile alla volgarità, che non saluta quando se ne va. Non sempre, perlomeno.

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