venerdì 13 febbraio 2009

tesi e relatività e

avrei bisogno di poter prendere un'unità di tempo e dilatarlo.
un'unità di tempo di un'ora, trasformarla con operazioni einsteiniane
in un'unità di sette giorni:
una settimana in più,
come al solito, mi servirebbe.
per scrivere la Tesi.
Ora sono incastrata.
Vorrei fossi qui a prepararmi un caffè mentre sbuffo e mi lamento davanti alla tesi.
però questa sera Jennifer prepara la cena per me; ho bisogno di caldo e di consapevolezza.
di qualcuno che mi abbraccia: stamattina ho incontrato il ragazzo di Apecchio e mi abbraccia dice che si sentiva di abbracciarmi, dopo che l'altra volta mi ha insultata davanti agli specchi delle scale di sicurezza di filosofia: diceva che non immagina che io abbia presenza scenica.
Forse sono troppo sensibile per fare l'attice: secondo Diderot la sensibilità impedisce di recitare.
L'attore dev'essere freddo, controllato, assolutamente privo di sensibilità.
Lui stesso aveva tentato di fare l'attore, ma scrive di essere troppo sensibile impetuoso.
Io sono sensibile? Passionale? Lunatica? Umbratile?
Ci siamo illuminati di meno, in casa Pennati: Max è entrato in cucina alle sei e ha spento tutto.
Ha acceso delle candele, siamo stati alla luce fioca per un pò. Radiodue sotto.
Casapennati mi mancherà.
Tutto questo caos. I miei coinquilini. Il campanello che si blocca. Il rubinetto che gocciola.
L'angolo dell'archeologo coraggioso, ovvero il sottoscala delle meraviglie ammucchiate.
Mi mancherà la cucina sociale.

(è entrata la Figura Perfetta, ora metterà ombra nei miei pensieri. devo affrontarla. io sono questo corpo e questa mente e tutta l'imperfezione e l'approssimazione. resisto.
a volte non mi riconosco.
vi siete mai ascoltati respirare, la mattina al risveglio?)

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