ho cucinato una tesi, e ora ce l'ho qui. nessuno se l'è mangiata. non serve più. o quasi.
ho sognato di non riuscire a laurearmi perchè andavo alla laurea di un'altra persona, e poi perdevo un treno.
mi sono svegliata con un mal di pancia terribile.
ho ancora la solita paura. le solite paure.
non so dove andare.
ho ingredienti che non vanno bene insieme, mi mancano pentole per cibi elaborati, e
non so come arrivare in un mercato esotico per comprare delle spezie che non ho.
non cucino per sopravvivere, ma per vivere.
il lusso di vivere, non la nuda vita.
non so dove sto andando a parare.
o tutto o niente.
non voglio spiegarmi, ho paura di spiegarmi.
sono capace di riconoscere i miei bisogni? e i miei desideri?
ho il diritto di riconoscere i miei bisogni, e i miei desideri?
sono capace di gestire le risorse in maniera sostenibile?
(sacrificio)
(sacrificio?)
rinuncia? fatica? doveri? vincoli? obblighi? chiarezza? costanza?
è roba che mi fa un pò rabbrividire.
voglio darmi delle risposte.
non continuare a farmi delle domande.
voglio essere adeguata a vivere in questa società
lo voglio davvero?
sono una forma informe.
Io oscillo, perdo l'equilibrio, lo mantengo perdendolo.
Sono un funambolo esistenziale.
Sono Alice nel labirinto degli specchi e vedo minotauri ovunque ma nessun filo d'Arianna.
Ho bisogno solo di me?
Di chi ho bisogno? Di cosa?
Di che cosa ho davvero bisogno?
Ho voglia di fare delle scelte, ma non so quali scelte sono giuste.
Ho bisogno di prendere una direzione, di dare un senso.
Il senso delle cose.
Le cose hanno senso?
Come possono le cose iniziare ad avere un senso?
La festa. Questa festa perenne, che mi stordisce.
Lo stordimento. Ah, lo stordimento.
La vertigine dello stordimento.
Medicine da prendere: antiCorpi.
1 commento:
Hai dato voce ai miei pensieri. Solo che io ultimamente parlo di compromessi. Uff.
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