martedì 26 maggio 2009

io sono
un albero
con radici e rami
in tutte le direzioni, oltre ogni vettorialità



sono un albero
che cambia a seconda delle stagioni
perdo le foglie
e sono un faggio
un salice piangente
in primavera
fiori bianchi
e poi
ciliege, ciliege, ciliege
per gli amanti che si danno dei baci
un pioppo o un cipresso,
paesaggi diversi e temperature
ma dentro il tronco,
oltre la corteccia
forse una betulla
a volte ne ho l'aria
ma mi scorteccio,
di una corteccia leggera
e già sono altro
un melo
la semplicità
di quelli con rami nodosi, però
di mele renette
e metto radici, ma dove trovo un terreno
ora morbido, ora roccioso
Non ho regole
sono un cruccio della botanica
classificare e denominare, con nomi latini
manie settecentesche
sradicato, talvolta
e poi trapiantato di nuovo
I am ogm
o il vanto di una coltura biologica
sarchiatemi il terreno intorno,
e se volete potarmi
date i rami ai bambini per farne delle fionde
e tirare sassolini
agli uccellini
fiori e farfalle
(la primavera intanto si fonde con l'estate)
post scriptum: i miei genitori vogliono tagliare uno dei tre rami principali del Faggio Rosso che hanno piantato quando son nata davanti alla casa della mia infanzia - mia nonna dice che dovrei essere matura anch'io, come l'è madur l'alber, mio nonno è d'accordo con me che non si deve ancora tagliare quel ramo:altrimenti mi si dovrebbe tagliare un braccio, dice.

1 commento:

Talesofthefields ha detto...

Leggo col fiato sospeso
(che voglia di raccontarti, secondo me se un giorno ci vedremo per raccontarci, finiremo per parlare tutta la notte)