"Caso" è il termine che descrive meglio questi anni di università a bologna
è stato, quasi tutto, dettato dal caso:
io ogni tanto ho cercato di dargli un senso,
e allora blob, quel magnifico capolavoro di ragionamento sul caso
è l'altro termine che descrive
il tantativo di dare un senso a tutto questo caos del caso
e di ricostruire i frammenti, sceglierli, dargli un ordine logico/illogico/alogico/e via dicendo
insomma dargli un senso
Commento: boh! (allungato, molto, questo boh)
e non è ancora finita, ma finisce con la mia faccia perplessa, questo blob
frammenti di pensieri, di rapporti, di esperienze
alla ricerca del tempo perduto;
quasi esistesse un luogo in cui tutto torna, tutto assume un significato
quest'ammasso di libri e tabacco, e sciarpe, e cd, e quaderni, lettere, fogli,
tantissimi volantini, brochures, cartoline, cataloghi, riviste, guide degli eventi,
quest'ammasso che è la mia stanza,
davvero capovolta
come la mia testa
la mia tesi
i miei pensieri
chissà, ormai
mi affido al caso per finire coerentemente
quello che scriverò
lo scriverò in un impeto di ispirazione
non c'è sistematicità, non c'è metodo, non c'è ordine, non c'è una logica
se non nell'assoluta mancanza di tutte queste caratteristiche
"E il piccolo amico delle arance anche lui mi disse: - non piangete.
c'era il catanese e disse: -ha ragione il signore. non piangete.
-ih!- disse il vecchietto dalla voce di secco fuscello.
-Ma io non piango per voi, -dissi.-non piango. (...)
-non piango- io continuai. E piangevo. -non piango. io smaltisco una sbornia.-"
(Conversazione in Sicilia, Elio Vittorini)
Nessun commento:
Posta un commento