domenica 15 febbraio 2009

yeah

caffè sigaretta
aria perplessa
il mondo che si stringe pian piano
stamattina mi sembrava così troppo largo intorno
sentivo la voce della fermata dell'autobus, giù per via indipendenza
che si perdeva, come se via indipendenza fosse completamente vuota
e la città un'enorme cassa di risonanza, vuota anch'essa
'Corticella via Byron' - una voce che si perde nel cielo sopra la città
e arriva a darmi un risveglio ansioso,
pensieri impastati che però non lievitano,
pensieri che un pò si sgretolano,
voglia di scrivere bene,
di capire quello che leggo,
non ho voglia della solita superficialità: eppure
è il compromesso.

Non mi consolano le primepagine dei giornali
la gente che si brucia e
non puoi più nemmeno fare un giro al parco
e poi forse, in parte, è strategia del terrore
tutta questa retorica che insiste sul senso di insicurezza
e sul controllo per garantire la sicurezza.
Siamo in pericolo,
sempre a rischio di regredire a forme più bestiali di quelle animali.
L'umanità come il battello ebbro;
forse è superficiale e naif
ma io credo che basterebbe andare in piazza e mettersi a parlare con le persone.
Parlare,
le chiacchiere da bar, anche
ma meglio la piazza,
piazza santostefano, che è anche molto teatrale.
io oggi avrò conversazioni con i tetti della città intorno, inondati di sole.
fumo la prima sigaretta, dopo il caffè.
bonjour!

(stelle buone - cristinà donà)

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