Io sto cercando in fondo ai cassetti la voglia si aggiungere qualche altra pagina alla mia tesi, nella speranza di togliermi i consueti dubbi amletici sulla vita degli altri, mi dicevi qualche mese fa dopo il concerto al covo.
e invidiavi la mia ansia di poesia. mi dicevi, dev'essere bella quella tua ansia di poesia, steff.
E poi, interrompendo il discorso, aggiungesti che avevi visto in un flash-back, nella biblioteca dei fisiocritici, a siena, una mia sosia, un mio doppelgaenger.
qui forse non racine, non zola, ma quell'altro francese, nemmeno lacan, non canguilhem, neanche foucault, ma come si chiama, non mi ricordo, quello. si, rene girard. desiderio mimetico e queste storie qui. la biblioteca di babele mi ha sempre ossessionata. la mia stanza è lo specchio del mio caos. pareyson?
Qualche giorno fa hai conosciuto una persona molto interessante, mi hai scritto,
e sto cercando in tutti i modi una scusa per rivederlo: è un professore di economia della cultura (ma non un mio professore) è albino ed ha un'intelligenza superiore alla norma, a volte mi ricorda te quando usa il sarcasmo per parlare di se.
non sapevo di usare tutto questo bel sarcasmo a parlare di me.
fabb, orlan, annamari vanska.
l'autoreferenzialità, l'esternazione, il labirinto di parole, la caccia al tesoro.
da leggere: la biblioteca di babele, di jorge luis borges; il funambolo, di jean genet.
da regalare alla steff, chi lo trova: quarta dimensione, di ghiannis ritsos. l'ho regalato alla donna che mi ha fatto recitare un pezzo di fassbinder con una pistola in mano. ma non lo trovo più neanche alla libreria delle moline.
Che strano! I nomi mi fanno sentire più attaccata alla realtà, per quanto superficialmente.
nomi attaccati appiccicati mai dimenticati fluttuanti.
scriverei liste di nomi. le liste. gli elenchi.
mi sento sbronza di una sostanza che non c'è. sono tipo sbronza.
Procul hinc, procul este, severi!
Mi sono sempre piaciuti i quaderni di schizzi, della brutta copia, le bozze nella casella di posta.
quello che viene fuori subito. riempirei cartelle di impressioni.
Il labor limae, però, riesce a dare dei bei risultati.
copyriot. scrittura plurale. scritture. commentiamoci. contaminiamoci.
2 commenti:
torno a casa un po' di corsa e un po' contro la mia voglia di stare per conto mio (si fa per dire).
consegnato?
attendo istruzioni.
qualche ora fa ho lasciato il precedente commento: frettoloso e curioso. ora torno qui, dopo essermi concessa al festival, e pensandoci un po' su.
il corso di cinema sta entrando nel vivo e le richieste, i compiti, si fanno più impegnativi. mi chiedono di inventare storie, per ora solo con le parole, ma poi dovrò usare la fotografia per rendere irresistibile la mia idea per il cortometraggio. la necessità di creatività e la competizione mi bloccano. proprio ora. il tuo blog forse mi aiuterà. i miei pensieri sono zingari pigri in questi giorni: sembrano farlo apposta! e poi c'è la mia vita universitaria che si sta frantumando mentre io non me ne curo. vorrei solo prendermi cura di me. non so fino a che punto prendermi sul serio e sono sicura che per capirlo dovrò entrare in contatto con gli Altri. mi sono messa/mi hanno messa a recitare la parte della cattiva, un ruolo che forse ora non mi appartiene più come una volta, quando le cose le valutavo e soprattutto le sapevo. ho perso la cognizione della realtà che mi ero costriuta da sola, leggendo e scrivendo, sempre incazzata. pensavo che gli Altri non capissero (?) ma ora forse è il momento di tentare. ora che non so più. ora che non sono più così incazzata. ora che mi ascoltano...ora che ascolto.
non voglio spiegami perchè voglio capirmi. tu sai. ma qui è una cura.
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